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Perché lo Stato tassa chi si difende dall’inflazione? Confronto tra Gigi Turla e l’On. Coppo al Bitcare Forum.

Uno dei panel più attesi dell’evento ha visto protagonista l’Onorevole Marcello Coppo (deputato e autore di un romanzo su Bitcoin) intervistato da Gigi Turla. Al centro del dibattito: la tassazione delle criptovalute in Italia, il paradosso di uno Stato che tassa chi cerca di proteggersi dall’inflazione che esso stesso contribuisce a generare, e le possibili riforme fiscali.
Un dialogo schietto, pragmatico e a tratti politico, che ha toccato temi sensibili come la libertà individuale, la proprietà privata e il futuro di Bitcoin nel nostro Paese.

Da speculatore a “bitcoiner per i figli”: la storia personale di Coppo.

L’Onorevole Coppo ha raccontato la sua relazione con Bitcoin iniziata nel 2012, inizialmente con uno sguardo speculativo. Con il tempo, però, la prospettiva è cambiata:
«Il grande errore della mia vita è stato non guardarlo con l’occhio del futuro, come possibilità di risparmio e tutela da tutti i controlli esterni.»
Oggi Coppo dichiara di acquistare regolarmente 100-200 euro al mese in Bitcoin per i suoi figli, vedendolo come una riserva di valore digitale paragonabile alla terra per le generazioni precedenti:
«Mia madre e mia nonna dicevano: se hai dei campi, qualsiasi cosa succeda, un po’ di insalata e patate le puoi sempre produrre. Bitcoin è la versione digitale di questo concetto.»

Bitcoin come strumento di libertà contro il sistema Fiat

Coppo ha descritto Bitcoin non solo come asset finanziario, ma come risposta strutturale a un sistema monetario che erode silenziosamente i risparmi attraverso l’inflazione.
Tuttavia, l’Onorevole ha mantenuto una posizione equilibrata: non lo vede necessariamente in uno scontro ideologico contro il sistema, ma come una tecnologia che soddisfa un’esigenza umana antichissima, mettere da parte valore utilizzabile sia oggi che in futuro.

Il nodo fiscale: perché Bitcoin è tassato al 33% come una scommessa?

Uno dei passaggi più incisivi del talk ha riguardato l’ingiustizia fiscale percepita: un immobile comprato e rivenduto dopo 5 anni non paga plusvalenza (è considerato riserva di valore).
Bitcoin, che ha caratteristiche superiori (divisibile, trasportabile, portabile, difficile da confiscare), viene invece tassato al 33%, come fosse speculazione azionaria.
Gigi Turla, durante il confronto, ha chiesto esplicitamente perché uno strumento con le stesse (se non maggiori) caratteristiche di riserva di valore venga trattato in modo così penalizzante.
Coppo ha risposto con realismo politico: «C’è un consenso fortissimo sugli immobili. Se cambiassimo quella tassazione ci sarebbe una rivolta popolare. Su Bitcoin invece c’è ignoranza e, in alcuni ambienti, avversione ideologica.»

Le proposte di Coppo e le difficoltà parlamentari

L’Onorevole ha spiegato di aver già presentato proposte concrete, tra cui: abbassare la tassazione delle plusvalenze Bitcoin al 26% (allineandola agli altri capital gain), esentare o alleggerire la tassazione sugli acquisti di beni e servizi con Bitcoin (soprattutto sotto certe soglie), distinguere tra chi usa Bitcoin come riserva di valore (hodling) e chi specula.
Ha però sottolineato la difficoltà di far passare misure di questo tipo:
«Un singolo parlamentare non può farlo da solo. Serve una maggioranza, e sul tema Bitcoin c’è ancora totale ignoranza in Parlamento.»
Coppo ha inoltre invitato la community a ragionare politicamente: votare candidati bitcoin-friendly è fondamentale per far muovere le cose.

Stato e Bitcoin: liquidare o creare una riserva strategica?

Sul tema dei Bitcoin confiscati dallo Stato italiano, Coppo ha proposto un approccio interessante: invece di liquidarli come ha fatto la Germania, potrebbe avere senso trattenerli o usarli in modo creativo (ad esempio emettendo debito con interessi pagati in Bitcoin).

Conclusioni del talk

Gigi Turla ha chiuso ricordando che circa 3,6 milioni di italiani possiedono criptovalute. Un bacino elettorale non trascurabile che, se organizzato, potrebbe spostare decine di migliaia di voti.
L’Onorevole Marcello Coppo ha lasciato il pubblico con un messaggio pragmatico:
«Non faccio promesse per prendere applausi. Faccio proposte concrete che possano realmente passare in Parlamento. Il 26% è un obiettivo realistico.»

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