
La volatilità di Bitcoin scende all’1,2%, avvicinandosi ai livelli più bassi dell’anno. I volumi di scambio restano contenuti e il prezzo si muove in una fascia ristretta tra 80.000 e 84.000 dollari. Gli investitori guardano alla decisione sui tassi della Federal Reserve del 28 ottobre e alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti del 3 novembre, due appuntamenti che potrebbero aumentare le oscillazioni del mercato crypto.
Il mercato di Bitcoin entra in una fase di apparente calma, mentre cresce l’attesa per due eventi cruciali per i mercati finanziari globali: la prossima riunione della Federal Reserve e le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Secondo l’ultimo rapporto della società di ricerca e intermediazione K33, la volatilità realizzata di Bitcoin su 28 giorni è scesa all’1,2%, avvicinandosi ai minimi registrati nel 2026.
La contrazione delle oscillazioni si accompagna a volumi di negoziazione ancora deboli e a una minore propensione degli operatori ad assumere nuovi rischi. Da circa un mese, infatti, BTC si muove all’interno di un intervallo relativamente ristretto, senza riuscire a imprimere una direzione chiara al mercato.
La fase di consolidamento potrebbe tuttavia non durare a lungo. Gli analisti di K33 ritengono che la compressione della volatilità possa anticipare una nuova fase di movimenti più ampi, soprattutto con l’avvicinarsi degli appuntamenti macroeconomici e politici di novembre.
Bitcoin tra 80.000 e 84.000 dollari: scambi ancora deboli
Nell’ultima settimana analizzata, Bitcoin ha oscillato prevalentemente tra 80.000 e 84.000 dollari. Il volume medio giornaliero degli scambi spot si è attestato a circa 2,5 miliardi di dollari, registrando una diminuzione dell’1% rispetto alla settimana precedente.
I dati delineano un mercato in attesa, nel quale gli investitori sembrano preferire un atteggiamento prudente prima di assumere nuove posizioni. La riduzione della volatilità non indica necessariamente una diminuzione del rischio complessivo, ma riflette soprattutto la limitata ampiezza delle oscillazioni dei prezzi nel periodo considerato.
Secondo Vetle Lunde, responsabile della ricerca di K33, Bitcoin sta attraversando una fase di contrazione dei movimenti che potrebbe lasciare spazio a un aumento della volatilità nelle prossime settimane.
La società individua analogie con alcune dinamiche osservate durante la ripresa del mercato nel 2023. In questi contesti, periodi caratterizzati da oscillazioni contenute possono essere seguiti da movimenti più marcati, anche se non è possibile prevederne con certezza né la direzione né l’intensità.
Per il mercato crypto, la domanda centrale è quindi se Bitcoin riuscirà a superare la resistenza dell’area degli 84.000 dollari oppure se tornerà a mettere alla prova il supporto degli 80.000 dollari.
Federal Reserve, il 28 ottobre può cambiare gli equilibri del mercato
Il primo appuntamento sotto osservazione è la riunione della Federal Reserve prevista per il 28 ottobre. Le aspettative degli operatori indicano una probabilità dell’80% che la banca centrale statunitense lasci invariati i tassi d’interesse.
La decisione della Fed resta particolarmente importante per Bitcoin, perché il costo del denaro influenza le condizioni di liquidità, le aspettative sui rendimenti e la propensione degli investitori verso gli asset più rischiosi.
Un orientamento monetario più accomodante potrebbe favorire il comparto delle criptovalute, soprattutto se accompagnato da aspettative di condizioni finanziarie meno restrittive. Al contrario, segnali di maggiore prudenza da parte della banca centrale o prospettive di tassi elevati più a lungo potrebbero esercitare pressioni sugli investimenti più esposti alle oscillazioni dei mercati.
Anche la comunicazione della Fed sarà determinante. Oltre alla decisione immediata, gli operatori cercheranno indicazioni sulle prossime mosse di politica monetaria e sull’evoluzione dell’inflazione statunitense.
Elezioni di metà mandato USA: cresce l’attesa sui mercati finanziari
Il secondo evento chiave è rappresentato dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, in programma il 3 novembre.
L’appuntamento politico potrebbe influenzare le aspettative degli investitori sulle future politiche economiche, fiscali e regolamentari. Per il settore delle criptovalute, l’attenzione riguarda anche il possibile impatto del quadro politico statunitense sull’evoluzione delle norme relative agli asset digitali.
L’incertezza legata agli esiti elettorali può indurre gli operatori a ridurre temporaneamente l’esposizione al rischio, in attesa di maggiore chiarezza. Se le aspettative dovessero cambiare rapidamente dopo il voto, anche Bitcoin potrebbe registrare oscillazioni più ampie rispetto a quelle osservate nelle ultime settimane.
La combinazione tra decisioni monetarie e sviluppi politici rende quindi la prima parte di novembre un periodo particolarmente importante per valutare la direzione del mercato.
Bitcoin torna a muoversi insieme al Nasdaq
Un altro elemento evidenziato dall’analisi di K33 riguarda il rapporto tra Bitcoin e il Nasdaq, l’indice azionario statunitense particolarmente esposto ai titoli tecnologici.
Dopo un indebolimento della correlazione nei mesi di agosto e settembre, nelle ultime due settimane i rendimenti dei due mercati sono tornati a mostrare un andamento molto simile.
Il dato suggerisce che Bitcoin continua a risentire delle dinamiche che influenzano gli asset finanziari tradizionali, soprattutto quando cambiano le aspettative sui tassi d’interesse, sull’inflazione e sulle prospettive economiche.
La recente fase di debolezza delle Borse statunitensi è stata accompagnata da un rapporto sull’inflazione di settembre superiore alle attese e da vendite nel comparto dei semiconduttori, alimentate anche dalle notizie relative a un possibile progresso cinese nella tecnologia dei chip di memoria.
Durante la settimana negativa per i mercati azionari, Bitcoin ha perso circa il 2%, mostrando una tenuta relativa rispetto al Nasdaq, che ha registrato la sua peggiore settimana dall’inizio di aprile 2025.
Questa maggiore resilienza, tuttavia, non rappresenta una prova di disaccoppiamento strutturale tra criptovalute e azioni. Secondo K33, il ritorno di una correlazione elevata indica che Bitcoin resta sensibile al contesto finanziario complessivo.
ETF Bitcoin: BlackRock registra forti afflussi
Nonostante la bassa volatilità dei prezzi, il mercato degli ETF spot su Bitcoin ha mostrato segnali di interesse da parte degli investitori.
Il 19 ottobre, il fondo iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock ha registrato afflussi equivalenti a 8.128 BTC, il dato giornaliero più elevato in termini di Bitcoin dall’aprile 2025.
Nello stesso giorno, secondo i dati riportati da K33, gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato afflussi netti complessivi pari a 6.436 BTC. Escludendo IBIT, gli altri fondi hanno segnato deflussi aggregati per 1.692 BTC.
I numeri evidenziano una dinamica interessante: mentre il prezzo di Bitcoin rimane confinato in una fascia relativamente stretta, alcuni investitori continuano a utilizzare gli strumenti finanziari regolamentati per ottenere esposizione alla criptovaluta.
Gli afflussi negli ETF non garantiscono tuttavia un’immediata ripresa delle quotazioni. La loro evoluzione dovrà essere valutata insieme ai volumi di mercato, alle condizioni macroeconomiche e alla capacità di BTC di superare le principali soglie tecniche.
Analisti prudenti, ma resta aperta la possibilità di una ripresa
Anche Joel Kruger, strategist di mercato presso LMAX Group, descrive il comparto degli asset digitali come una fase di consolidamento, con Bitcoin ed Ethereum ancora alla ricerca di una direzione dopo il recupero osservato tra agosto e settembre.
Secondo Kruger, il recente rialzo dei rendimenti dei Treasury statunitensi e del dollaro segnala che l’aggiustamento dei mercati finanziari rimane disomogeneo.
Lo strategist interpreta le recenti flessioni come una pausa all’interno del precedente recupero e ritiene possibile che eventuali ribassi attirino nuovi compratori, prima di una potenziale ripresa dei rialzi verso la fine dell’anno.
Si tratta, tuttavia, di uno scenario e non di una previsione certa. L’evoluzione dei prezzi dipenderà anche dalle prossime indicazioni della Federal Reserve, dall’andamento del dollaro e dalla reazione degli investitori agli sviluppi politici statunitensi.
Bitcoin verso una nuova fase di volatilità?
Con Bitcoin intorno agli 83.350 dollari al momento della rilevazione citata nell’analisi del 21 ottobre, il mercato si trova in una fase delicata. La volatilità ai minimi annuali, i volumi contenuti e la ritrovata correlazione con il Nasdaq suggeriscono che gli investitori stanno aspettando nuovi elementi per orientare le proprie strategie.
Le prossime sedute saranno decisive per capire se la compressione dei prezzi precederà un movimento rialzista oppure una nuova correzione.
L’attenzione resta concentrata su tre fattori: la decisione della Fed del 28 ottobre, le elezioni statunitensi del 3 novembre e la tenuta dei flussi verso gli ETF spot su Bitcoin.
La calma attuale potrebbe essere soltanto una pausa prima di movimenti più ampi. Ma, in assenza di una rottura convincente dei livelli chiave, il mercato non offre ancora indicazioni sufficienti per stabilire quale direzione prevarrà.