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Bitpost lancia la prima versione: comprare con Bitcoin in modo privato e autonomo

Dopo mesi di intenso sviluppo, Bitpost di Zio Satoshi è finalmente online nella sua prima versione ufficiale. La piattaforma italiana, ideata per permettere l’acquisto di prodotti su Amazon pagando in Bitcoin, rappresenta un nuovo capitolo per chi cerca privacy, sovranità finanziaria e indipendenza dagli exchange tradizionali.

Durante una lunga live di presentazione, Zio Satoshi, fondatore del progetto, ha raccontato il lavoro svolto insieme al team e ha spiegato nel dettaglio il funzionamento di Bitpost.

Come funziona Bitpost

L’idea alla base è semplice ma potente: Amazon non accetta Bitcoin direttamente, ma con Bitpost è possibile aggirare questo limite mantenendo la privacy.

Il Buyer (acquirente) inserisce il link del prodotto desiderato su Amazon all’interno della piattaforma.

Un Bitworker (lavoratore Bitcoin) vede l’annuncio, acquista il prodotto con metodi di pagamento tradizionali (carta, ecc.) e lo fa spedire al Buyer, spesso tramite locker per maggiore privacy.

Il Buyer ha già depositato i fondi in Bitcoin (tramite Lightning Network con swap su Liquid) in un wallet multifirma.
Una volta che il Buyer conferma di aver ricevuto correttamente l’articolo, i fondi vengono sbloccati e trasferiti al Bitworker.

Tutto avviene tra persone che non si conoscono, senza KYC obbligatorio (basta una mail) e con un alto livello di anonimato.

Un “iceberg” di flussi e sicurezza

Zio Satoshi ha sottolineato la complessità nascosta del progetto: oltre 125 casistiche gestite, quasi un migliaio di email automatizzate e flussi dedicati per ogni possibile problema (resi, pacchi smarriti, codici non arrivati, tentativi di scam, ecc.).

«Da fuori sembra vuota — solo compra e vendi — ma sotto è come un iceberg», ha spiegato. La piattaforma include un sistema di reputazione, recensioni verificate, gestione dei resi volontari con incentivi economici e un orderbook con filtri (utenti online, bandiera di provenienza, ecc.).

Particolare attenzione è stata data alla sicurezza dei fondi: il wallet è multifirma su Liquid, e i Bitcoin del Buyer non vengono mai mescolati con quelli della piattaforma.

Fee, reputazione e futuro del P2P

Uno degli aspetti più interessanti riguarda le fee. A differenza dei classici P2P (dove le fee possono arrivare al 20%), Bitpost introduce un sistema flessibile:

– Fee base dell’8% (divisibile tra le parti)
– Possibilità per il Buyer di pagare una fee extra per avere priorità
– Bitworker che offrono sconti per essere scelti

L’obiettivo dichiarato è abbassare le fee medie del mercato peer-to-peer grazie alla reale utilità del servizio offerto dal Bitworker.

Prossimi passi

Bitpost partirà focalizzata su Amazon, la piattaforma più grande al mondo, ma l’ambizione è chiara: estendersi a tutti gli e-commerce possibili. Tra i progetti futuri ci sono integrazioni con altri store (è stato citato Beatbox) e l’implementazione di spedizioni private.

La piattaforma è al momento ottimizzata per desktop, mentre l’app mobile è in sviluppo parallelo.

Un progetto nato per aumentare la sovranità di Bitcoin

Zio Satoshi ha concluso sottolineando la missione più profonda: permettere di spendere Bitcoin nella vita reale senza dover dipendere dal consenso degli esercenti o dalle limitazioni degli exchange:

“Bitcoin può circolare senza che gli e-commerce debbano accettarlo direttamente. Il Bitworker fa da ponte pagando in fiat, mentre tu spendi Bitcoin mantenendo privacy”.

Bitpost è accessibile registrandosi sul sito ufficiale. Sono stati distribuiti codici di accesso anticipato durante la live e verranno rilasciati altri nelle prossime settimane.

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