
L’Unione Europea ha alzato drasticamente il livello dello scontro con i programmi di Cittadinanza per Investimento (CBI) dei Caraibi.
Dopo anni di critiche e riforme parziali, Bruxelles non si limita più a chiedere miglioramenti: ha chiesto formalmente ai cinque Paesi dell’OECS (Antigua e Barbuda, Dominica, Grenada, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia) di avviare lo smantellamento progressivo di questi programmi entro il 1° giugno 2028.
La notizia, confermata dal governo di Antigua e Barbuda, arriva con una lettera ufficiale della Commissione Europea datata 25 giugno 2026, firmata dal Commissario per gli Affari Interni e la Migrazione Magnus Brunner.
Un segnale chiaro che il capitolo della “Golden Passport” caraibica potrebbe essere vicino alla chiusura.
Il Nuovo Meccanismo di Sospensione Visti Schengen
La posizione europea si è rafforzata alla fine del 2025 con la revisione del Meccanismo di Sospensione Visti.
Ora basta l’esistenza stessa di un programma CBI senza un “genuine link” (legame genuino) tra richiedente e Paese per giustificare la sospensione dell’accesso senza visto allo spazio Schengen.
Le soglie per intervenire sono state abbassate e i tempi di sospensione allungati: fino a 12 mesi iniziali, prorogabili di altri 24. In casi estremi, la revoca può diventare permanente.
L’UE può inoltre applicare restrizioni mirate a categorie ad alto rischio invece che all’intera popolazione.
Questo cambio di paradigma segue il precedente del Vanuatu, al quale è stato revocato definitivamente l’accesso senza visto nel 2024, e arriva in parallelo con pressioni anche da parte degli Stati Uniti.
Perché i Programmi Caraibici Sono nel Mirino
L’Unione Europea vede nei CBI caraibici un rischio strutturale: concedono la nazionalità (e quindi la libera circolazione in Europa) senza richiedere una reale connessione con il Paese. Tra le criticità storiche:
– Debolezze nel contrasto al riciclaggio di denaro
– Affidamento a provider esterni di due diligence
– Potenziale utilizzo per aggirare controlli migratori
Nonostante le riforme introdotte dai Caraibi, ossia interviste obbligatorie, soglie di investimento armonizzate tra 200.000 e 235.000 dollari, background check internazionali e un nuovo organismo regionale di controllo, Bruxelles considera questi interventi ancora insufficienti.
Il problema, per l’UE, non è più solo “come” vengono gestiti i programmi, ma il fatto stesso che esistano.
La Risposta dei Governi Caraibici
I leader caraibici non sembrano intenzionati a chiudere i programmi senza combattere.
Il Primo Ministro di Antigua e Barbuda, Gaston Browne, ha sottolineato che la CBI rappresenta una fonte essenziale di entrate non tassate e uno strumento fondamentale per lo sviluppo economico.
I cinque Paesi continuano a difendere le riforme realizzate:
– Aumento delle soglie minime di investimento
– Due diligence multilivello
– Condivisione di informazioni tra giurisdizioni
– Introduzione di requisiti di residenza fisica in alcuni casi
Tuttavia, la lettera europea chiede misure intermedie immediate entro settembre 2026, tra cui l’esclusione di soggetti sanzionati dall’UE e procedure di verifica ancora più stringenti.
Cosa Cambia per gli Investitori
Per chi sta valutando o ha già ottenuto la cittadinanza caraibica, le implicazioni sono significative:
Perdita progressiva della mobilità Schengen — Il valore principale di questi passaporti rischia di evaporare.
Maggiore scrutinio internazionale — Possibili complicazioni per aperture di conti bancari o richieste di residenza altrove.
Finestra temporanea — Chi vuole procedere deve farlo in fretta, ma con controlli destinati a diventare sempre più rigorosi.
Alternative europee stanno guadagnando terreno: il Malta Permanent Residence Programme (MPRP) e il Golden Visa bulgaro offrono accesso Schengen attraverso percorsi di residenza con standard di compliance più alti e maggiore prevedibilità.
Grenada mantiene ancora il vantaggio unico dell’E-2 Treaty Investor Visa per gli Stati Uniti, che potrebbe diventare ancora più attrattivo.
Prospettive Future
La partita è ancora aperta. I governi caraibici hanno annunciato che proseguiranno il dialogo diplomatico, mentre l’adozione formale dell’accordo UE richiederà l’approvazione finale di Parlamento e Consiglio.
Per i professionisti dell’investment migration e per gli investitori high-net-worth, il consiglio è chiaro: monitorare attentamente l’evoluzione delle trattative nei prossimi mesi e privilegiare programmi con solidi requisiti di compliance e legami reali con il Paese ospitante.
La stagione d’oro dei CBI caraibici “facili” sembra avviata verso la conclusione. L’era della trasparenza e della sostenibilità sta ridefinendo completamente il settore della cittadinanza per investimento a livello globale.