
La Francia ha approvato una misura storica: dal 1° settembre 2026 i minori di 15 anni non potranno più creare nuovi account sui social media. Il Paese transalpino diventa così il primo in Europa a introdurre un divieto nazionale di questo tipo, seguendo l’esempio pionieristico dell’Australia, che ha bandito gli under 16 già dal dicembre 2025.
Cosa prevede la legge francese
Il Parlamento francese ha dato il via libera definitivo il 21 luglio 2026. Il testo, promosso dalla deputata Laure Miller e sostenuto dal Presidente Emmanuel Macron, è stato approvato dall’Assemblea Nazionale con 279 voti a favore e 81 contrari.
Calendario di attuazione:
Dal 1° settembre 2026: stop alla creazione di nuovi account per gli under 15.
Dal 1° gennaio 2027: chiusura degli account esistenti intestati a minori di 15 anni, dopo un periodo di transizione di quattro mesi.
Le piattaforme (tra cui TikTok, Instagram, Facebook e Snapchat) saranno responsabili della verifica dell’età.
Dovranno offrire almeno due metodi di controllo, rispettando la privacy degli utenti secondo le norme GDPR europee.
Il Ministero dell’Intelligenza Artificiale e del Digitale, insieme all’autorità di regolamentazione, definirà l’elenco completo delle piattaforme coinvolte. Sono previste eccezioni per enciclopedie online (come Wikipedia) e progetti educativi.
La legge estende inoltre il divieto di utilizzo del cellulare nei licei, già in vigore nelle scuole primarie e medie.
Reazioni e critiche
Macron ha definito la norma “un passo avanti fondamentale” per la protezione dei giovani.
La ministra delegata al Digitale, Anne Le Hénanff, ha sottolineato che la Francia instaura una “maggioranza numerica” a 15 anni. Tuttavia, alcune forze di opposizione hanno annunciato ricorsi al Consiglio Costituzionale, temendo possibili violazioni delle libertà fondamentali e criticando il meccanismo di verifica dell’età.
La situazione in Italia: proposte ferme in parlamento
In Italia non esiste ancora un divieto analogo. La normativa attuale permette l’iscrizione ai social dai 14 anni con consenso genitoriale, mentre molte piattaforme fissano il limite a 13 anni con semplice autocertificazione, spesso facilmente aggirabile.
Diverse proposte di legge sono all’esame del Parlamento da tempo, ma nessuna ha completato l’iter:
DDL Mennuni-Madia (1136): il più avanzato, prevede divieto sotto i 15 anni, verifica età obbligatoria e tutele per i baby influencer. Fermato dopo un parziale avanzamento nel 2025.
DDL Carfagna: divieto assoluto sotto i 13 anni e regime protetto tra 13 e 16.
Proposta Latini: divieto under 15 e consenso genitoriale fino ai 18 anni.
Il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha più volte definito il tema urgente, ma le iniziative legislative restano bloccate.
Sul fronte scolastico, l’Italia ha già agito: dal 1° settembre 2025 il cellulare è vietato in tutte le scuole, di ogni ordine e grado, con eccezioni per studenti con disabilità o bisogni educativi specifici.
Contesto europeo e globale
Il Parlamento Europeo ha approvato a novembre 2025 una risoluzione (non vincolante) che chiede un’età minima di 16 anni per i social, con consenso genitoriale tra 13 e 16, e la disattivazione di meccanismi addictivi per i minori.
Oltre all’Australia (pioniera mondiale con il ban under 16), anche Regno Unito, Spagna e Danimarca stanno valutando misure simili.