
La licenza europea di Binance avrebbe subito una brusca battuta d’arresto dopo un intervento attribuito alla presidente della BCE Christine Lagarde. Secondo il Wall Street Journal, l’autorità greca era pronta ad approvare la richiesta, ma il percorso si sarebbe interrotto prima del via libera ufficiale.
Il caso Binance torna al centro del dibattito sulle regolamentazioni in Europa. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal il 18 settembre, Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea (BCE), avrebbe esercitato pressioni sul primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis affinché la richiesta di autorizzazione presentata da Binance in Grecia non venisse approvata.
La vicenda assume particolare rilievo perché, nell’ambito del regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets), una licenza ottenuta in uno Stato membro può consentire a un operatore autorizzato di offrire i propri servizi negli altri Paesi dell’Unione attraverso il cosiddetto passporting.
La licenza Binance sembrava ormai vicina
Alla fine di maggio, il percorso autorizzativo di Binance in Grecia sembrava essere arrivato alle battute finali. Secondo le informazioni riportate dal Wall Street Journal, la documentazione sarebbe stata sostanzialmente completata e gli stessi funzionari greci avrebbero comunicato all’exchange che la domanda per ottenere una licenza valida a livello europeo era pronta.
Binance avrebbe inoltre predisposto un comunicato stampa per annunciare il risultato, mentre l’amministratore delegato Richard Teng avrebbe programmato un viaggio ad Atene per un incontro con il primo ministro greco. Anche l’organizzazione della presenza locale della società sembrava procedere, con l’imminente firma di un contratto per un ufficio.
Il piano, tuttavia, non si è concretizzato.
Pochi giorni dopo, secondo le persone informate sulle interazioni citate dal Journal, un alto funzionario dell’autorità di vigilanza greca avrebbe comunicato a Binance che Lagarde era intervenuta personalmente contro la richiesta.
È importante sottolineare che né la BCE né le autorità greche hanno confermato pubblicamente l’intervento attribuito a Lagarde.
Perché la Grecia era così importante per Binance
La scelta della Grecia non sarebbe stata casuale. Con il regime MiCA, l’autorizzazione rilasciata da un’autorità nazionale può consentire a un’impresa di operare in tutti i 27 Paesi dell’Unione europea.
Per Binance, ottenere l’autorizzazione dalla Hellenic Capital Market Commission (HCMC) avrebbe quindi rappresentato una possibile porta d’accesso al mercato europeo.
Secondo quanto riportato dalla fonte, all’inizio di giugno le autorità greche avevano già comunicato all’European Securities and Markets Authority (ESMA) l’intenzione di procedere verso l’approvazione della domanda.
Il quadro è però cambiato rapidamente. Nel giro di circa una settimana Binance ha ritirato la propria richiesta, il 24 giugno, prima che l’HCMC adottasse una decisione definitiva.
Binance perde l’accesso a una parte dei servizi in Francia
L’assenza di una licenza MiCA ha avuto conseguenze concrete per gli utenti europei.
Con la conclusione del periodo transitorio previsto dalla normativa, il 1° luglio Binance non disponeva di un’autorizzazione europea. La sua entità francese ha quindi interrotto alcuni servizi.
Il problema non riguarda però esclusivamente la Francia. Binance aveva già iniziato a sospendere determinati servizi in diversi mercati dell’Unione europea nel tentativo di gestire la scadenza del periodo transitorio MiCA.
La strategia del “reverse solicitation”
In assenza di una licenza europea, Binance avrebbe fatto affidamento anche sulla cosiddetta reverse solicitation, una particolare esenzione prevista dal quadro MiCA.
Il meccanismo riguarda i casi in cui un cliente contatta spontaneamente un’impresa non autorizzata nell’UE, senza che quest’ultima abbia sollecitato il cliente.
Si tratta però di una disposizione molto circoscritta. Secondo la posizione attribuita all’ESMA, l’esenzione dovrebbe applicarsi a contatti realmente non sollecitati e non a una base clienti costruita attraverso anni di attività di marketing e download dell’applicazione.
Alcune operazioni europee vengono inoltre indirizzate attraverso un’entità con sede ad Abu Dhabi, che nel contesto MiCA è considerata appartenente a un Paese terzo e non beneficia quindi dei diritti di passporting garantiti a un operatore autorizzato nell’UE.
Le verifiche antiriciclaggio complicano il quadro
A rendere ancora più complessa la situazione ci sono le questioni relative ai controlli AML (Anti-Money Laundering).
Secondo quanto riportato nell’articolo di partenza, l’autorità francese ACPR avrebbe evidenziato alcune carenze nei controlli antiriciclaggio di Binance emerse durante verifiche sul posto.
Un’altra segnalazione citata dalla fonte sostiene inoltre che nuovi account europei sarebbero stati ancora aperti senza che Binance disponesse di una licenza MiCA.
Binance punta ora sulla Francia
L’exchange non avrebbe rinunciato al mercato europeo. La società ha dichiarato di essere intenzionata a operare nell’UE nel lungo periodo attraverso un modello conforme alle normative e considera l’autorizzazione MiCA un passaggio importante.
La Francia potrebbe rappresentare il nuovo punto di riferimento per ottenere una licenza europea. Binance starebbe infatti guardando all’Autorité des Marchés Financiers (AMF) come possibile autorità competente per il prossimo percorso autorizzativo.
Richard Teng ha inoltre sostenuto che una frammentazione nell’applicazione del MiCA potrebbe mettere a rischio la posizione dell’Europa nel settore. L’amministratore delegato ha indicato l’aspettativa di ottenere una licenza nei mesi successivi, anche se, secondo le informazioni disponibili nella fonte, non risultava ancora confermata la presentazione di una nuova domanda.