
Mentre gran parte dei media finanziari occidentali continua a concentrarsi sul calo di Bitcoin dai massimi storici raggiunti nel 2025, in diverse aree dell’Africa subsahariana la criptovaluta viene utilizzata ogni giorno come strumento finanziario concreto e accessibile.
È questo il tema centrale di “Seeding Bitcoin: Trezor Academy and Africa’s Bitcoin Revolution”, il nuovo documentario pubblicato da Trezor Academy, progetto educativo dedicato alla diffusione di Bitcoin nei Paesi emergenti. Il film mostra come, in molte comunità africane, Bitcoin non venga percepito come un asset speculativo, ma come una possibile alternativa ai sistemi finanziari tradizionali.
Bitcoin come strumento di inclusione finanziaria
Il documentario segue insegnanti, commercianti e membri di comunità locali impegnati nella costruzione di economie circolari basate su Bitcoin in diversi Paesi dell’Africa subsahariana.
Tra le storie raccontate emerge quella di studenti sudafricani che frequentano corsi dedicati a Bitcoin e ricevono ricompense settimanali in BTC, utilizzate in alcuni casi per acquistare beni essenziali per le proprie famiglie.
Viene raccontata anche l’esperienza di un commerciante inizialmente contrario ai pagamenti in Bitcoin a causa della volatilità del prezzo. Dopo essere entrato in contatto con educatori locali e aver scoperto sistemi di regolamento tramite stablecoin, ha deciso di integrare Bitcoin nella propria attività.
Il documentario mostra inoltre la testimonianza di una donna che ha affrontato oltre 14 ore di viaggio per partecipare a una conferenza Bitcoin locale e quella di un ex tossicodipendente che attribuisce alla comunità Bitcoin parte del proprio percorso di cambiamento personale.
Africa e Bitcoin: perché cresce l’adozione
Uno dei punti centrali del documentario riguarda l’esclusione finanziaria che colpisce milioni di persone in numerosi Paesi africani.
Molti cittadini non hanno accesso a conti bancari, carte di pagamento o servizi di credito. In alcuni casi mancano persino documenti ufficiali o indirizzi riconosciuti dalle istituzioni, elementi che rendono impossibile l’ingresso nel sistema finanziario tradizionale.
In questo contesto Bitcoin viene percepito come una rete aperta e accessibile globalmente, utilizzabile senza autorizzazioni preventive.
Secondo i dati di Chainalysis, il valore delle transazioni on-chain ricevute nell’Africa subsahariana ha superato i 205 miliardi di dollari nel periodo compreso fino alla metà del 2025, con una crescita annuale superiore al 50%.
Un dato particolarmente significativo riguarda la dimensione delle transazioni: gran parte dei trasferimenti registrati nella regione risulta inferiore ai 10.000 dollari, suggerendo un utilizzo quotidiano da parte di utenti privati piuttosto che movimenti istituzionali.
Rimesse e inflazione spingono l’utilizzo di Bitcoin
Tra i fattori che favoriscono l’adozione di Bitcoin in Africa vi sono anche i costi elevati delle rimesse internazionali.
Secondo la Banca Mondiale, inviare circa 200 dollari verso l’Africa subsahariana tramite i canali tradizionali può comportare commissioni vicine al 9%, tra le più alte al mondo.
Attraverso il Lightning Network di Bitcoin, invece, trasferimenti equivalenti possono essere effettuati con costi estremamente ridotti e tempi quasi immediati.
Anche l’instabilità monetaria continua ad avere un ruolo importante. Nel 2025, ad esempio, la svalutazione della naira nigeriana ha coinciso con un aumento significativo dei volumi Bitcoin nella regione, segnale di come molti utenti abbiano cercato strumenti alternativi per proteggere i propri risparmi.
Per diverse comunità africane, quindi, Bitcoin rappresenta soprattutto una soluzione pratica contro inflazione, svalutazione monetaria e limitazioni bancarie.
Trezor Academy punta sull’educazione locale
Trezor Academy ha dichiarato di aver organizzato oltre 300 meetup educativi, formato più di 2.000 studenti e avviato attività in oltre 30 Paesi.
Il progetto si basa principalmente sulla formazione tramite educatori locali, che insegnano Bitcoin nelle lingue native delle comunità coinvolte.
Nel documentario uno degli educatori spiega che l’obiettivo non è “insegnare Bitcoin a tutta l’Africa”, ma creare piccoli nuclei locali in grado di sviluppare nel tempo economie circolari indipendenti.
Un utilizzo di Bitcoin diverso da quello occidentale
Il documentario evidenzia un aspetto sempre più discusso nel settore crypto: mentre nei mercati occidentali Bitcoin viene spesso trattato come asset speculativo o strumento finanziario per investitori istituzionali, in molte economie emergenti continua ad assumere una funzione principalmente monetaria e sociale.
L’esperienza africana raccontata da Trezor Academy mostra infatti un utilizzo di Bitcoin legato a pagamenti, risparmio, inclusione finanziaria e trasferimenti di denaro, in un contesto molto diverso rispetto a quello dei mercati sviluppati.
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