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Peach, il marketplace Bitcoin P2P è a un bivio: sospeso l’escrow, cambia il modello operativo

Il marketplace svizzero Peach annuncia una svolta nella propria attività. Dopo anni di operatività senza KYC generalizzato e tre audit indipendenti superati, il regolatore ha deciso di riesaminare l’accordo di compliance che aveva consentito alla piattaforma di operare. Nel frattempo Peach sospende il proprio sistema di escrow e introduce nuove restrizioni per chi vuole vendere Bitcoin.

Peach, piattaforma svizzera dedicata al trading peer-to-peer di Bitcoin, si trova davanti a uno dei passaggi più delicati della propria storia.

A renderlo noto è stato il fondatore della società in una lettera pubblicata il 31 agosto 2026, nella quale racconta l’evoluzione del progetto e soprattutto il confronto in corso con il regolatore svizzero.

La questione riguarda uno degli elementi che hanno contribuito maggiormente all’identità di Peach: la possibilità di acquistare e vendere Bitcoin attraverso un marketplace P2P, senza un processo KYC generalizzato e con un sistema di escrow pensato per proteggere entrambe le parti durante la transazione.

Ora quel modello è stato temporaneamente sospeso.

Dalla passione per Bitcoin alla nascita di Peach

La storia di Peach comincia, almeno idealmente, nel 2018, quando il suo fondatore entra nel mondo di Bitcoin.

Dopo un anno trascorso a studiare l’ecosistema e il 2019 vissuto da vero appassionato di Bitcoin, nel 2020 nasce l’idea di costruire una piattaforma diversa dagli exchange tradizionali.

Il problema individuato era semplice: come acquistare Bitcoin in modo relativamente facile senza rinunciare a privacy, sicurezza e controllo dei propri fondi?

Il modello peer-to-peer offriva una strada alternativa: transazioni dirette tra utenti, numerosi metodi di pagamento e un modello potenzialmente più rispettoso della privacy.

Da questa esigenza è nata Peach.

Come Peach aveva ottenuto il via libera in Svizzera

Il punto più delicato della vicenda riguarda proprio il modello KYC-free.

Secondo quanto spiegato dal fondatore, nel 2022 Peach aveva sottoposto il proprio modello operativo a un organismo svizzero di autoregolamentazione, presentando una serie di meccanismi destinati a dimostrare che il marketplace non svolgeva il ruolo di controparte economica nelle transazioni.

La struttura si basava sul carattere bilaterale degli scambi.

Il venditore depositava i Bitcoin nell’escrow utilizzando le proprie chiavi, mentre l’acquirente confermava l’indirizzo al quale dovevano essere trasferiti i fondi.

L’escrow, secondo l’impostazione presentata dal fondatore, aveva quindi una funzione prevalentemente tecnica e di sicurezza, senza diventare un terzo soggetto economico proprietario dei fondi.

Un altro elemento fondamentale era rappresentato dal fatto che gli output della transazione venivano definiti prima dell’avvio del contratto tra acquirente e venditore e non potevano essere modificati successivamente.

In caso di controversia persa dal venditore, inoltre, esisteva un meccanismo che consentiva di trasferire i Bitcoin all’acquirente anche senza la firma del venditore.

Peach afferma che questo scenario si è verificato nello 0,03% delle transazioni nell’ultimo anno.

Sulla base di queste caratteristiche, nel 2022 la piattaforma aveva ottenuto l’autorizzazione a operare in Svizzera con un marketplace senza KYC generalizzato e con limiti di trading giornalieri e mensili.

Tre audit superati, poi il riesame del regolatore

Il percorso di Peach sembrava consolidato.

Dopo l’autorizzazione del 2022, la società afferma di aver superato con successo audit indipendenti nel 2023, 2024 e 2025.

Nel 2026, tuttavia, il quadro è cambiato.

Secondo la ricostruzione del fondatore, il regolatore ha comunicato l’intenzione di riesaminare e rivalutare l’accordo di compliance precedentemente approvato.

Una decisione che, per Peach, rappresenta un passaggio cruciale: l’azienda sostiene infatti di aver costruito il proprio modello operativo proprio sulla base del quadro normativo precedentemente concordato.

Il procedimento è ancora in corso e non è stata ancora resa nota una decisione definitiva sul futuro del modello.

Peach sospende l’escrow: cosa cambia per gli utenti

In attesa della decisione finale, Peach ha scelto di modificare temporaneamente il funzionamento del marketplace.

La principale novità è la sospensione dell’attuale sistema di escrow.

La piattaforma continuerà comunque a funzionare in modalità escrow-free, ma con criteri molto più restrittivi per gli utenti che vogliono pubblicare offerte di vendita.

Potranno creare sell offer:

gli utenti che hanno completato il KYC;
eventuali utenti inseriti manualmente nella whitelist di Peach;
utenti con zero controversie perse e più di 60 transazioni come venditori;
utenti con zero controversie perse, più di 30 transazioni come venditori e oltre 80 transazioni complessive.

Al momento, Peach precisa che non ci sono utenti inseriti manualmente nella whitelist.

Per gli utenti non sottoposti a KYC viene inoltre introdotto un ulteriore limite: non potranno partecipare a più di una transazione contemporaneamente.

La misura punta a ridurre il rischio che un eventuale venditore fraudolento possa coinvolgere simultaneamente più acquirenti.

Il sistema di dispute resta attivo

La sospensione dell’escrow non significa la fine degli strumenti di assistenza agli utenti.

Peach manterrà infatti operativo il sistema interno per la gestione delle controversie.

La differenza fondamentale è che la società non avrà più una propria firma nell’escrow.

In altre parole, Peach continuerà a fornire infrastruttura e strumenti per facilitare le operazioni e affrontare eventuali dispute, ma senza svolgere il precedente ruolo tecnico all’interno del meccanismo di custodia temporanea dei Bitcoin.

Rimane inoltre una commissione del 2% sulle transazioni di rilascio, necessaria, secondo il fondatore, a sostenere i costi operativi della società.

Il vero interrogativo è il futuro di Peach

La questione regolamentare apre però una domanda molto più ampia: cosa diventerà Peach?

Il fondatore non esclude che il marketplace P2P possa tornare in futuro al modello precedente, qualora il confronto con il regolatore si concluda positivamente.

Ma viene presa in considerazione anche un’altra possibilità: diversificare il progetto.

Peach potrebbe infatti trasformarsi progressivamente da semplice marketplace Bitcoin in una piattaforma più ampia dedicata ai servizi self-custody.

L’ambizione sarebbe quella di diventare una sorta di “Bitcoin companion”, un ecosistema di strumenti non-custodial abbastanza semplice da poter essere utilizzato e consigliato anche a persone non particolarmente esperte di criptovalute.

Una direzione che potrebbe cambiare profondamente il posizionamento dell’azienda.

Una partita ancora aperta

Per il momento, quindi, non c’è una conclusione definitiva.

Peach non ha annunciato la chiusura del marketplace e non ha dichiarato di voler abbandonare definitivamente il proprio modello P2P.

La società ha invece scelto di operare temporaneamente senza escrow, adottando criteri più rigidi per la pubblicazione delle offerte e attendendo l’esito del confronto con il regolatore svizzero.

Il fondatore ha anche chiarito un punto fondamentale: Peach intende continuare a operare nel rispetto della legge.

Il futuro del progetto dipenderà dunque dalle prossime settimane e dalla decisione delle autorità.

Quello che era nato nel 2020 come un progetto per rendere l’acquisto di Bitcoin più semplice, privato e accessibile si trova oggi davanti a una scelta strategica.

Il marketplace P2P potrà tornare al modello originale oppure Peach potrebbe intraprendere una nuova strada, concentrata su un ecosistema più ampio di servizi Bitcoin self-custodial.

Il bivio, questa volta, non riguarda soltanto una funzionalità dell’app.

Riguarda il futuro stesso di Peach.

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